91’MINUTO BOLOGNA – Bologna/Brescia, intrecci e destini

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Oggi si disputerà Bologna – Brescia, che non si presenta certo come una partita di cartello ad un primo sguardo.

Per la città, però, si tratta di un incontro non privo di significati ma di AMARCORD dove riaffiorano personaggi e incroci di destini.

Uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, Roberto Baggio, nella stagione 1997-1998 decide di accettare la corte del presidente Gazzoni Frascara e di vestire rosso blu.

Baggio, in procinto di partecipare al suo terzo mondiale, deve disputare una stagione ad altissimi livelli. Segnerà 22 goal in 30 partite, suo record personale.

Lo stesso Baggio, che tanto lustro ha dato al Bologna in quella stagione, tanto ha tolto quando a fine carriera ha giocato da capitano nel Brescia.

Nella stagione 2002, all’ultima partita di campionato, il Brescia vince 3-0 e preclude al Bologna uno storico accesso in Champions League.

Quel Brescia è allenato dal grande allenatore e motivatore Carletto Mazzone.

La casualità o forse il destino vogliono che l’anno successivo lo stesso Mazzone sieda sulla panchina del Bologna.

Fará solo un’annata,  1998 – 1999, ma che annata!!!

Con Beppe Signori centravanti ed il mitico Fontolan sulla fascia arriverá alla vittoria dell’Intertoto, alle semifinali di Coppa ITALIA e di Coppa UEFA.

È come se Mazzone avesse voluto donare tanto, dopo aver tolto la qualificazione Champions quando allenava il Brescia.

Intrecci e ricorsi

Roberto Baggio e Mazzone poi si incontreranno nel 2000 in quel Brescia che l’anno successivo sfiora la qualificazione in coppa UEFA perdendo, col Paris Saint Germain, la finale Intertoto.

Ancora un personaggio che unisce le due città è quel Gino Corioni presidente della società Felsinea dal 1985 al 1992.

A Bologna crea un binomio indissolubile con quel Gigi Maifredi considerato da tutti un visionario del calcio.

Corioni e Maifredi conquistano insieme una promozione in serie A ed una qualificazione alla Coppa UEFA.

Poi Corioni, nel 1992, vende il Bologna ed acquista il Brescia, dove rimane presidente per 23 anni vivendo in prima persona gli anni di Mazzone e Baggio raccontati in precedenza.

Oggi i protagonisti, sia a livello dirigenziale sia sul campo, sono chiaramente diversi ma gli intrecci e i ricorsi storici sono nella mente di tutti i tifosi di Brescia e Bologna.

Oggi al Rigamonti, chi come me ha vissuto quegli anni di campo, avrà certamente dei momenti di gioco in cui quelle immagini di storia sportiva appariranno come per magia nella mente.

Sarà come una partita nella partita per coloro che hanno avuto la fortuna di vivere quegli anni.

Ci sono infatti partite che non sono di cartello ma sono piene di significato umano e sportivo.

E Brescia – Bologna per noi bolognesi va vissuta così. Con il patos del risultato finale e con la spensieratezza di ciò che è stato in passato e di due destini che spesso si sono incrociati.