Koulibaly, il razzismo visto con gli occhi di un bambino

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Kalidou Koulibaly in questi anni italiani si è esposto molto nella lotta al razzismo. Non si è rassegnato a subire in silenzio le vessazioni stupide e piene di ignoranza che spesso dagli spalti piovono, come lapilli incandescenti, sui giocatori di colore. Ululati che ricoprono di vergogna un intero movimento, tanto da far sconsigliare il nostro campionato ai giocatori di colore. Durante un’intervista, il giocatore del Napoli, ha raccontato un episodio accaduto durante lo scorso campionato nella partita contro la Lazio allo stadio Olimpico. Ecco le parole di Koulibaly:

Durante la partita contro la Lazio, i tifosi avversari mi fecero contro i versi della scimmia. Per me era un grosso problema e anche gli altri si sono accorti che il mio rendimento sul campo ne risentiva. Il mister mi ha subito detto che bisognava fermare la partita. L’arbitro, che era Irrati, ha fermato il match per 5 minuti ed è stato fatto un annuncio dallo speaker, ma i cori non si sono fermati. Anzi sono continuati fino alla fine. Al termine della partita, nonostante fossi molto arrabbiato, mi sono ricordato che prima dell’inizio avevo promesso di regalare la mia maglia al piccolo che era entrato in campo con me. Mentre andavo verso gli spogliatoi ho cercato in tribuna il bambino, mi sono avvicinato e gli ho dato la maglietta. Lui invece di ringraziarmi e basta si è scusato per quello che era successo. La sua risposta mi ha spiazzato. Lui che si scusa e mi dice che gli dispiace, alla sua età, al posto di non so quanti stupidi”

Basterebbe questo per far capire che tutto quello che si fa non qualifica solo l’autore ma investe chi assiste e lo subisce. La vergogna di un bambino che non cede all’esempio negativo di un gruppo di ignoranti. È un problema diventato non solo sociale. È culturale e di educazione. Serve impegno e coraggio da parte di tutti per non svilire l’aggettivo “Umano” che segue la parola “Essere”