LO SCAVETTO – Serie A ai nastri di partenza: presentazione dei ‘personaggi’

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L’attesa è finalmente finita: oggi riparte la Seria A. 

Dopo tre mesi di estenuante digiuno, i tifosi italiani potranno finalmente riabbracciare i loro beniamini, riprendere possesso delle proprie poltroncine allo stadio o riaccomodarsi sul paffuto divano in salotto (ovviamente al solito posto, come rito scaramantico vuole) ed impugnare il solo ed unico strumento di potere domestico: il telecomando. A tal proposito, se ne consiglia la ricerca con sufficiente anticipo, dal momento che tende a sparire, dopo periodi di lungo inutilizzo.

Le crisi d’astinenza dunque sono finalmente giunte al termine. Si gioca! E oltre ai calciatori sul campo, ci divertiamo anche noi, provando a dare una lettura diversa ai protagonisti e alle imprese del torneo in partenza.

In questo periodo, come ogni anno infatti, si sprecano gli articoli di presentazione del prossimo campionato, con tanto di griglie, voti al mercato e probabili formazioni.  

Noi invece abbiamo pensato ad un’idea originale e anche divertente per introdurre le competizioni. 

È risaputo infatti che l’Italia, oltre ad essere paese di CT, sia anche culla della letteratura, di grandi poeti e scrittori. 

Nei primi del ‘900 visse uno degli autori di maggior rilievo del panorama italiano: Luigi Pirandello. Umorista, drammaturgo e filosofo allo stesso tempo, tra le sue opere più note merita menzione ”Uno, nessuno e centomila”, i cui personaggi sono descritti non per quello che sono davvero ma per il ruolo che hanno scelto di interpretare nella società e rispetto agli altri. 

Maschere. In fondo chi non ne indossa una nella sua vita? 

Anche i nostri club e i calciatori che li compongono, in qualche modo, interpretano un ruolo o un personaggio al fine di restituire l’immagine migliore possibile a livello mediatico.

Proviamo ad immaginarne alcuni e ad accostare alcuni profili noti ai protagonisti della massima serie!

Chi può vestire i panni di Caligola meglio della Juventus? Spietata dominatrice del campionato da ben otto stagioni, ha stabilito un record assoluto di vittorie, sbaragliando gli avversari e rendendo vano ogni tipo di confronto.

Il Napoli ricorda invece Robin Hood. Aurelio De Laurentiis, infatti, rimarca spesso le siderali distanze di fatturato rispetto ai bianconeri, e allora chissà che non sia questo l’anno buono per “scippare” lo scudetto ai nobili e possidenti bianconeri, proprio come l’eroe che toglieva ai ricchi per dare ai poveri.

Don Chichotte, perennemente in lotta contro i mulini al vento, sembra l’Inter che ogni anno pare armata per poter contrastare lo strapotere bianco-nero, salvo poi fallire la missione. Riuscirà allora quest’ anno il condottiero Conte a ribaltare questo triste recente destino? 

Candidati d’ufficio per il ruolo di Giuda sono i tecnici Conte e Maurizio Sarri, accusati, come sono, dai propri ex tifosi di aver tradito cuore, fede e origini. 

A Mario Balotelli abbiamo riservato, in chiave un po’ romantica, un ruolo biblico: il figliol prodigo, rientrato nella sua Brescia in cerca di un posto in nazionale per l’Europeo. 

Ronaldo rievoca le gesta del divino Achille, il più grande condottiero della competizione. Chissà se anche lui ha un punto debole e se non sia proprio quel vulnerabile tallone ad umanizzarlo!

L’immagine evocativa più calzante per la Roma  è quella dell’araba fenice, impegnata nella resurrezione post “de-romanizzazione”, voluta dalla società. La prima Roma privata di Totti e De Rossi, alla ricerca di una sua identità e di nuove pagine da scrivere di storia giallorossa.

Lotito, come Cicerone, probabilmente spera di poter giovare dell’ars oratoria ma in taluni casi le sue parole non sono supportate da fatti concreti. Quest’anno però è arrivato un trofeo. Che quella della Coppa Italia sia o meno una vittoria di cartone, poco importa. Ciò che bisogna considerare è la compattezza di una squadra che da anni riesce comunque a fare bene.

L’Atalanta veste i panni di un Davide dei giorni nostri, solo con una difficoltà in più: dovrà affrontare tanti Golia, non uno solo. Riuscirà a ripetere l’impresa eroica dello scorso anno?

Il ruolo dello zio Sam non poteva non essere assegnato al mitico Rocco Commisso, personificazione fedele dello spirito americano arrivato a sollevare il morale di uno sconsolato popolo viola. Cambierà il corso della storia di una squadra che da anni non riesce ad essere protagonista?

Rispetto al Milan, forse, anche il buon Pirandello avrebbe faticato a trovare un personaggio adeguato. Lui avrebbe parlato, probabilmente, di una squadra in cerca d’autore. Ad oggi il Milan sta provando a seguire la via della bellezza, caratteristica identitaria pregnante di una società che ha unito vittorie ad estetica calcistica. 

Gli attori protagonisti dunque sono pronti e lo show sta per cominciare.

Ci auguriamo tutti che il nuovo copione sia più avvincente degli ultimi. In fondo anche Pirandello non ha mai scritto nulla di scontato, anche perché la realtà non è mai quella che sembra. 

E allora buon campionato a tutti: uno, nessuno e centomila!