L’ANGOLO DEL TIFOSO – Quel maledetto complesso di inferiorità

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Faccio due piccole premesse, anticipando le risposte che di solito mi tocca dare alle uguali, trite e ritrite considerazioni (volendo edulcorare) suscitate nei tifosi azzurri da ciò che sto per scrivere: – sono tifoso napoletano da quando ero bambino, esattamente da quando vidi Maradona calcare il prato del San Paolo; – le mie riflessioni sono personali, non hanno alcuna pretesa di assolutezza e infallibilità, e prendono le mosse da un campione abbastanza esteso di tifoso medio, ma è poi ovvio che non tutti i tifosi sono così e che bisogna fare dei distinguo e bla bla bla.

Anticipati i sottotitoli per non vedenti e non udenti, veniamo subito al nocciolo, spinoso, della questione.

Da svariati anni a questa parte, la Juventus vince meritatamente lo scudetto, e lo vince per un motivo molto semplice: è più forte. Poi possiamo discutere dello stile, dell’atteggiamento, del condizionamento della stampa e spesso degli arbitri, ma ciò non toglie un dato abbastanza evidente: la Juventus è più forte, semplicemente perché più ricca e meglio organizzata.

Se si vivesse vita e sport senza complessi e secondo i principi sani della competizione, quelli che per esempio vedo ancora forti nelle arti marziali che ho praticato in gioventù, questo dato innescherebbe un solo pensiero: speriamo la mia squadra migliori per potere competere e vincere, e comunque Forza Napoli Sempre. Poi gli sfottò ci stanno, fin quando rimangono sfottò.

Invece no.

Il complesso di inferiorità che popola da tempo gran parte degli spalti, virtuali e non, azzurri e non, e che a me fa venire da sempre l’orticaria, rende la Juventus una ossessione: i bianconeri diventano l’origine di ogni male, di ogni ingiustizia, della peste e della fame nel mondo, ed il Napoli non perde i campionati per limiti propri, ma a causa dei “poteri forti”, del “palazzo”.

Prendiamo, ad esempio, il famoso campionato “scippato” dell’ultimo anno di quello là che conoscete.

Scippato? Ma veramente fate?

La realtà, riconosciuta anche dal comandante (la minuscola non è un refuso), è che la squadra e il suo condottiero hanno perso in albergo a Firenze, dal momento in cui non hanno più retto la pressione mentale del rush finale.

E in questo la Juventus c’entra poco e nulla.

Abbiamo perso noi a Firenze. Abbiamo pareggiato noi a Chievo e Sassuolo e col Torino. Abbiamo perso noi con la Roma in casa. Alla 34^ giornata eravamo a -1.

Nel momento cruciale abbiamo perso, con merito, e poi pareggiato, con demerito perché il Torino meritava di più.

Ce la vogliamo prendere con la Juve? Ok. Ma questo è l’atteggiamento di chi non cresce mai, di chi cerca alibi, di chi guarda il dito e non la luna.

Peraltro, se come dicono in molti la Juve ha sempre rubato e continuerà a rubare, e nessuno può combattere questo enorme gombloddo, ma mi spiegate allora perché pretendere acquisti importanti in sede di calciomercato, ed addirittura perché seguire il calcio?

La Juve, per me, è un avversario come un altro, che spero il mio Napoli, con Ancelotti e qualche altro innesto importante, batta sul campo.

Io tifo Napoli, non tifo contro la Juve o qualsiasi altra squadra.

Della Juve mi frega nella misura in cui è l’avversario da battere, null’altro.

Quel maledetto complesso di inferiorità che non fa crescere e imprigiona l’ho superato molto tempo fa, in mezzo al ring di una palestra prima, e della vita poi, tra colpi presi e dati, riconoscendo la forza dell’avversario e cercando di superarlo, lavorando su me stesso.

Spero lo stia superando la squadra e lo superino anche ambiente e tifosi.

Sulla squadra di Re Carlo ho pochi dubbi, su ambiente e tifosi…