ÇA VA SANS DIRE – Consigli per gli acquisti

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Nel programma sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali.

Più che grandi colpi, in Serie A, grandi proclami. Lukaku, Dzeko, James, Higuain: da due mesi tutti sanno come andrà a finire, la suspense sta degenerando in ansia. Relax: è tutto fatto, l’attesa fa parte dello spettacolo.

Tutti pronti per il debutto? Non mi pare.

Prendiamone cinque, a caso.

La Juventus. I primi della classe stanno riuscendo ad insinuare il dubbio. La campagna acquisti convince fino ad un certo punto. I nuovi arrivi sono forti, ma il salto di qualità ad oggi  non c’è stato. È la stagione della rivoluzione Sarriana. L’allenatore con la tuta in Inghilterra si è sbloccato, ma il suo capolavoro resta Napoli: il riferimento non può che esser quello. Dybala, il centravanti ideale a ricalcare Mertens, pare sia destinato altrove…bah. Ronaldo gioca dove vuole, ma gli anni passano e pare fatalmente destinato al centrattacco. Manca il pendolo equilibratore a destra (poteva essere Cancelo, altro bah…): Cuadrado sembra un po’ poco. Nell’anno che dovrà finalmente consacrare Bernardeschi al gota del calcio mondiale, alla Juve manca un attaccante di piede destro, da far giocare a sinistra quando Ronaldo sta in mezzo o a destra quando CR7 parta largo. Il nome è uno, Federico Chiesa: la chiave di volta è lui. Costa tanto, vale anche di più.

Il Napoli. Precampionato eccellente, la classe di Ancelotti emerge inesorabile: il salto di qualità, pur nettissimo, sta passando quasi inosservato. L’ideale per chi parte di rincorsa. L’anno scorso è mancata un po’ di personalità qua e là, ma la distanza dalla Juve era tanta e tale che un po’ di scazzo, di tanto in tanto, lo devi mettere nel conto. È l’anno delle consacrazioni: Hamsik nacque fuoriclasse e diventò forte. Zielinsky e soprattutto Ruiz dovranno fare il percorso inverso: conterà la mano del tecnico. Arriverà James, e pure l’occhio avrà la sua parte. La difesa sembra a posto, ed i benpensanti sono pronti a giurare sui venti gol di Milik. Tutto giusto. Una cosa è chiara: a certi livelli, serve uno col quale si parta sull’1-0 già dagli spogliatoi. C’è un formidabile low coast, di quelli che non possono che fare gola a De Laurentiis: è l’estate dell’affare. Non portare Mauro Icardi sotto il Vesuvio sarebbe da polli.

L’Inter. Alleluja, è arrivato Lukaku. Il tempo di prendere Dzeko, mia personalissima passione, e Conte ci farà la grazia di un sorriso. Il canovaccio lo conosciamo: squadra organizzata, pressing a tutto campo, cazzimma da vendere. La difesa è buona, ma ne ho viste migliori. Gli attaccanti negli ultimi anni non hanno esattamente buttato giù le reti, però come fai, mica puoi discutere due così? Come per Sarri, anche Conte dà un riferimento preciso: stravolse la Juve in un baleno, e piovvero vittorie. Arrivò allo Stadium col suo 4-2-4: si trovò tra i piedi Pirlo, clamoroso parametro zero, ed ebbe un insolito sbocco di umiltà. Prosa e poesia si sposarono in una cavalcata trionfale. Un calciatore del genere, guarda caso, è in giro pure stavolta. Ingaggio alto, ma con la squadra attuale è al capolinea. Luka Modric sarà pure âgée, ma ha appena vinto il Pallone d’Oro: scusa se è poco…Non esiterei un attimo, i margini ci sono.

Il Milan. Hanno rinunciato all’Europa League: detta così, è una tristezza. L’allenatore è bravo assai, ma quella maglia e quella storia rimangono mortificati dalla rosa attuale e, se vogliamo, pure dalla campagna acquisti. In definitiva, chi hanno preso? Una specie di Niang, un difensore brasiliano nemmeno nazionale, un po’ di Empoli, un sacco di soldi per un terzino che si è pure scassato: insomma, mediocrità diffusa. L’unico calciatore degno del blasone del Diavolo è Piatek: centravanti di razza purissima, nessun dubbio. Se almeno non vendessero Suso e mettessero a disposizione del Polacco una spalla funzionale ed all’altezza, ci sarebbe lo sfizio di giocarsela per il quarto posto. Al Genoa c’era Kouame, fisico e disponibilità: oh, è l’identikit di Mario Mandzukic! Una dose abbondante di controcoglioni proprio non guasterebbe.

La Roma. Mi piace, ma non so perché. Manolas e De Rossi sono stati sostituiti più che brillantemente, il portiere è un’incognita ma peggio di Olsen mi pare difficile. Ad Higuain preferisco nettamente Dzeko, in ogni caso non sei proprio a piedi. Zaniolo avrà i suoi tempi, ma c’è una sfilza di calciatori che l’anno scorso ha fatto talmente schifo che deve andar meglio per forza. Pellegrini prima o poi sarà un lusso, Cristante è forte forte e vedrai: prima o poi baciano Schick, e l’addormentata si sveglia. Metterei nel motore lampi di qualità in attacco: il nome giusto è Dries Mertens. Gol, assist e personalità: forse a Napoli possono farne a meno.

E sennò, fate un po’ come cazzo vi pare….