Lazio, Lotito: “Cedere Milinkovic? Non mi pongo il problema”

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito, intervenuto alla presentazione “Scuola di formazione post carriera S.S. Lazio Settore Giovanile e Squadra Femminile”. Ecco le sue dichiarazioni: “All’inizio parlavo di calcio didascalico ed informativo, perché questo sport è la massima espressione che può aiutare i giovani a vivere secondo i valori dello sport; non a caso, nell’Antica Grecia durante le Olimpiadi venivano interrotte le guerre. Il calcio consente il superamento degli steccati di carattere culturale, economico, culturale e razziale per far sì che a prevalere sia sempre il merito. Occorre coniugare l’aspetto fisico e culturale: l’uomo non è solo forza, ma anche intelletto. La crescita culturale della conoscenza e dello spessore umano della persona consente ad ognuno di decidere ed agire in libertà.

“Se spero in una offerta per Milinkovic? Non spero nulla, non mi sono posto il problema e non dobbiamo vendere per fare mercato. Se sono soddisfatto della Lazio che sta nascendo? Lo dirà il campo, sicuramente è un gruppo coeso. La Lazio è una squadra che può pensare ad un futuro stabile, questa è la mia soddisfazione, al contrario di quello che è successo in passato”.

“Dopo quindici anni, rivendico crescita sportiva e di risultati, dopo la Juve ho vinto più di tutti con fatturati diversi. Idee, organizzazione consentono di centrare gli obiettivi. Ricordo l’arrivo di Rocchi, al quale avevo profetizzato un grande futuro: lui è la dimostrazione che la Lazio punta sulle qualità umane delle persone. In una famiglia, il padre deve essere il primo a dare l’esempio: questo io voglio rappresentare, per conservare e tramandare i valori. Mi auguro che la Lazio possa raggiungere i migliori risultati, ma prima di tutto deve rappresentare un riferimento certo. I giocatori devono essere un esempio perché sono un paradigma per i giovani, che sono i cittadini del domani”.

“L’aspetto economico è fondamentale in un contesto civile, ma Il calciatore non può essere accumunato solo a valori materiali. Il comportamento dei giocatori deve essere positivo nel quotidiano, che va oltre i trofei vinti. Il merito è centrale: una scuola in cui chi non studia viene promossa non solo è iniqua, ma non aiuta neppure a formare la persona, a valorizzarla per ciò che fa. La Lazio sta cercando di dotare di quanti più strumenti utilizzabili i giocatori per coniugare aspetto sportivo e culturale. Alla fine di questo percorso, sia che si diventi calciatore, sia che si possa arrivare ad effettuare mansioni diverse nella vita, aspetto centrale resta sempre la dignità della persona, per far sì che chiunque possa decidere del proprio futuro. Siamo noi a dover dettare le linee strategiche del calcio per cambiarlo all’insegna di questi valori”.