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NOVANTUNESIMO MINUTO ROMA – Sole, spritz e scudetto d’estate

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In questo caldo anticipo di calciomercato, una Roma ammaccata, presa a schiaffi, umiliata, ferita e abbandonata, cerca di tirare fuori la testa dalla sabbia, con cautela, facendo attenzione a non ustionarsi e a non affogare.

Primo acquisto ufficiale Lorenzo Spinazzola. Il giocatore, ex Juve, rientra in uno scambio che ha visto trasferirsi Luca Pellegrini, prodotto della “cantera” giallorossa, alla corte di Maurizio Sarri. L’operazione ha suscitato accesi dibattiti sia da parte juventina che romanista. C’è chi sostiene che sia da folli privarsi di un giovane dall’avvenire brillante, nato nel proprio settore giovanile, romano e romanista, potenziale futuro campione e simbolo; chi, invece, ritiene che il folignate classe ’93 offra, allo stato attuale, molte più garanzie come titolare su quella fascia rispetto al partente Luca, che ha disputato un’annata tra alti e bassi, prima a Roma e poi a Cagliari, dimostrandosi ancora decisamente acerbo. A tal proposito, risulta utile ricordare che, nella Capitale, tanti potenziali fenomeni si sono persi per strada senza riuscire mai ad affermarsi definitivamente.

Inutile fare i nomi di Corvia, Curci, Scurto e via discorrendo, che hanno fatto delle carriere dignitose ma nulla più, e che alla maggior parte dei lettori risulteranno del tutto anonimi.

Si è parlato di Spinazzola titolare perché, con ogni probabilità, al suo acquisto seguirà la partenza di Kolarov. Una società come la Roma, difatti, non può permettersi di tenere in rosa due giocatori che ricoprono lo stesso ruolo a tre milioni di euro e passa l’uno. Ci può stare dunque. L’operazione ha un senso. Si è privilegiato il certo rispetto all’incerto. Filosofia condivisibile.

Capitolo Manolas. Si, perché il discorso Manolas rappresenta un capitolo a sé. Ora, probabilmente, il più dolente. Il difensore greco passa al Napoli per 34 milioni. Considerato che nell’operazione rientrerà il centrocampista Amadou Diawara, valutato intorno ai venti milioni, la Roma, alla fine dei giochi, dovrebbe incassare da questa transazione 14 milioni; milione più milione meno. Molte più perplessità desta questo scambio, se di scambio si può parlare. Non solo la clausola che avrebbe consentito al greco di svincolarsi, 36 milioni, è considerata bassa dagli addetti ai lavori e da chi mastica calcio, ma la dirigenza romanista non è riuscita nemmeno a farla valere fino in fondo, considerato che il giocatore è stato ceduto ad un prezzo inferiore di due milioni! Se a ciò si aggiunge che il Napoli ha coperto parte della spesa col cartellino del centrocampista (che gli stessi capitolini avevano inseguito ai tempi del Bologna ma che in azzurro aveva fatto quasi sempre panchina), le perplessità aumentano. Il guineiano è di indiscusso talento ma, ad oggi, pure a Roma, almeno inizialmente, resterebbe a scaldare la panchina. Ci si augura, ovviamente, che il mister Fonseca sia in grado di valorizzarlo davvero.

Il problema è che, a questo punto, la Roma non solo sarà costretta a rimpiazzare il partente Manolas, ma dovrà comprare anche un altro difensore titolare affidabile, per ricostruire la coppia di centrali che affronterà la prossima stagione. Non si può ripartire, infatti, con Jesus o Fazio titolari.

Le risorse economiche ci sono per risolvere questo problema?

Si parla di Bartra del Betis o di Mancini dell’Atalanta, che sembrano i nomi più caldi. Ma forse non basta. Almeno non uno in alternativa all’altro, semmai sia l’uno che l’altro. Due colpi, in quel reparto, servono. Staremo a vedere cosa si inventerà la dirigenza…

Per il centrocampo si fa sempre più insistente il nome di Barella in chiave Roma. Sarebbe un grande colpo ma, probabilmente, destinato a rimanere una bellissima ipotesi estiva. Pare che la Roma abbia superato l’offerta economica dell’Inter, garantendo al Cagliari 35 milioni più il cartellino di Defrel, convincendo peraltro il presidente Giulini alla cessione del giocatore. Resterebbe da trovare l’accordo con Barella che tenderebbe a preferire Milano, per le maggiori garanzie offerte da una piazza come quella nerazzurra, con Conte in panchina e una Champion da disputare. Come biasimarlo del resto! Basterebbe che Suning alzasse l’offerta di qualche milione di euro e la storia si chiuderebbe in men che non si dica. E, se realmente lo volesse, non avrebbe difficoltà a farlo. Conte è un intenditore ed un estimatore del ragazzo, non esiterà a rifarsi sotto. La Roma pertanto pare destinata a soccombere. Forse Pallotta, a tal proposito, dovrebbe iniziare a guardarsi intorno per cercare qualche alternativa altrettanto valida.

E poi c’è Dzeko. Dzeko vicinissimo all’Inter, da una vita peraltro. Cosa manca perché ciò accada? L’intesa sulla contropartita tecnica? Se parliamo di D’ambrosio, ci riferiamo comunque sempre ad un buon panchinaro, che fa comodo per carità ma che non rappresenta una svolta reale.

Il giovane Esposito potrebbe essere una sorta di Zaniolo bis ma sarebbe troppa grazia!

Ad ogni modo, la parte cash che propongono da Milano pare esigua. Il bosniaco comincia ad avere i suoi anni ma resta sempre comunque un centravanti che fa reparto da solo, forse il più dotato tecnicamente della serie A, escludendo Ronaldo. La società dovrebbe valutare seriamente la sua cessione ma, se fosse lui a voler partire, bisognerebbe allora provare a massimizzare il guadagno. E pare che la Roma stia mantenendo il punto, almeno su questo.

Higuain come sostituto di Dzeco, al momento pare l’indiziato numero uno. Si tratterebbe certamente di una mossa logica. Il centravanti è un nome che la piazza gradirebbe. La Roma, in questo modo, avrebbe l’opportunità di prendere un attaccante che, se tornasse a buoni livelli, farebbe comunque il suo. E lo prenderebbe in prestito, senza spendere grosse cifre per il cartellino, potendo così concentrare gli investimenti in altri settori del campo e confidando nel supporto di Schick che avrebbe un altro anno per dimostrare il suo valore. Ammesso che realmente lo abbia questo valore. I tifosi stanno ancora tentando di capirlo.

Considerato che la Società del presidente Pallotta è una di quelle costrette a cedere per acquistare, viene da chiedersi perchè il fair play finanziario “colpisca” solo alcune Società mentre altre pare ne siano totalmente immuni. Siamo solo alle prime battute di un calciomercato che si preannuncia intenso e complicato e le impressioni iniziali sull’operato del nuovo direttore sportivo Petrachi sembrano positive. Pare si stia muovendo bene, dimostrandosi smaliziato e “sempre sul pezzo”. Ma, per la sua eventuale promozione o bocciatura, c’è da attendere agosto.

E se i romanisti sono spesso derisi, specie dai cugini laziali, per essere soliti festeggiare con largo anticipo lo “scudetto d’estate”, dopo i colpi di mercato più significativi messi a segno prima ancora che si scenda in campo e cominci il campionato, quest’anno non li si può certo accusare di presunzione.

Distesi sotto l’ombrellone, sorseggiando un gustoso tè freddo, i “lupacchiotti” guardano sornioni e curiosi le altre tifoserie contendersi quell’inutile “scudetto d’estate”, con la consapevolezza che quello vero di scudetto sarà soltanto una formazione ad aggiudicarselo, e con la speranza di riprendersi un giorno quel secondo posto che in un passato non troppo remoto era loro così familiare. Il secondo posto, certo, perché il primo, neanche a dirlo, pare spetti ormai quasi per diritto divino alla vecchia signora.

Buon the freddo a tutti allora. Con la speranza che rinfreschi e non resti sullo stomaco.