L’ANGOLO DEL TIFOSO – Come il ricordo di Simoni

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È difficile, quasi impossibile, dimenticare quella sua corsa oltre l’area tecnica, quell’invasione di campo nel match forse più importante della sua carriera di allenatore.

Lui, sempre così composto, educato e mai sopra le righe.

Quel gesto illecito e apparentemente isterico racchiudeva l’esasperazione di un periodo buio, mai così buio e menzognero della storia del calcio; fitto di misteri e trame nascoste, che solo qualche anno più tardi sarebbero stati poi sconfessati.

Da quel 1998 in poi, Gigi Simoni è diventato per molti tifosi, e soprattutto per il popolo interista, un eroe silenzioso, per aver avuto il coraggio di dire “basta”, con eleganza e sobrietà, a un sistema calcio ormai completamente accecato dai giochi di potere. Era l’Inter di un altro Ronaldo, che quell’anno si vide sfilare via la possibilità di vincere lo Scudetto proprio in quel Juventus-Inter passato alla storia per il rigore negato al brasiliano nel contatto con Iuliano.

Qualche giorno più  tardi poi, il Dio del pallone “restitui'”, si fa per dire, il maltolto al tecnico di Crevalcore con la vittoria della Coppa Uefa al Parco dei Principi di Parigi; la terza di quegli anni ’90 nerazzurri, la prima dell’era Moratti.

Una vittoria fortemente attribuita a mister Simoni, capace di rinvigorire quella squadra, profondamente ferita in Italia, ma cosi’ orgogliosa in Europa.

Da quella stagione, Gigi Simoni è entrato di diritto nell’anima dei tifosi interisti; negli ultimi vent’anni non sono mai mancate le manifestazioni di affetto nei suoi confronti. Ecco perché oggi il pensiero del popolo nerazzurro è rivolto quasi esclusivamente ad uno dei simboli della storia recente del club; poco importano le voci di mercato che pure danno per certo il passaggio di Stefano Sensi in nerazzurro (martedì l’ufficialità e la firma) e sempre più insistenti quelle del probabile approdo di Nicolò Barella.

A dimostrazione del fatto, che in quest’epoca così avara di sentimenti nel mondo del pallone ci siano ancora personaggi capaci di scaldare il cuore dei tifosi. Un gesto, una folle corsa, una parola d’amore mai tradita, e per questo eterna. Come il ricordo di Simoni.