L’Editoriale – Ma da quando Sarri si impone sul mercato?

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Da qualche settimana a questa parte, spulciando i vari quotidiani e web site d’informazione nazionali, non ne ho trovato uno che non riportasse la stessa notizia; “I desideri di mercato di Maurizio Sarri”: più o meno, queste parole campeggiavano splendidamente in cima ad ogni web page. Sebbene possa comprendere la isteria collettiva che ha colpito esimi colleghi dopo l’annuncio dell’approdo del toscano alla Juventus, non ho ancora ben capito che tipo di gioco stiano tentando di fare.

Sarri desiderio di mercato non hanno mai seguito la stessa strada; forse, nemmeno hanno mai raggiunto lo stesso incrocio. Sono due linee parallele, che difatti non hanno mai incontrato l’uno l’altro e viceversa.

Da quanto si legge, seguendo i pezzi scritti, pare che Maurizio Sarri, neo-allenatore della Juventus, sia arrivato alla firma carico di aspettative e di obiettivi propri. Nel taschino della giacca, ben nascosto dalla sfavillante Montblanc, era racchiuso un preziosissimo pezzo di carta; su di esso erano apportati tutti i nomi di coloro che il tecnico toscano avrebbe voluto con sé nella prossima avventura bianconera. Il preziosissimo foglietto nient’altro era che la lista dei desideri di Maurizio Sarri, da consegnare esclusivamente a Paratici. “Va’, pasci i miei agnelli!”, avrebbe detto il novello Cristo al suo Pietro, dopo aver apportato la firma sul contratto – ormai moltiplicare pani e pesci non va più di moda nemmeno tra il popolino, figuratevi con l’élite sabauda.

Aperto il foglietto, Paratici ha ottenuto l’illuminazione. Fulmineo, il buon Fabio ha preso dalla tasca il cellulare ed ha cominciato a digitare tutti i numeri in rubrica, dalla nonna a Borgonovo Val Tidone fino al più importante dei procuratori. “Voglio questi uomini, e li voglio ora!”, avrà affermato, senza nemmeno attendere la risposta dall’altro lato della cornetta. Chissà se l’anziana signora avrà compreso chi fosse a telefono.

Sibili che diventano sussurri, che diventano parole e, in un attimo, fanno il giro del mondo. Ecco la nuova linea di Sarri: Marquinhos in difesa, desiderato ardentemente per impostare il gioco; Pogba, il grande ritorno in bianconero voluto dal tecnico; e sì, perché no, inseriamoci anche Federico Chiesa. Tutto, ovviamente, coadiuvato dal nuovo amico, Cristiano Ronaldo, che ha promesso al tecnico calciatori come de Ligt e Marcelo. Chissà, poi, quanti altri assi nella manica ha in serbo il campione portoghese!

Al che, un quesito si è presto incuneato tra i miei pensieri: “Ma da quando Maurizio Sarri si impone sul mercato?”.

Sarri, l’uomo che nel – ormai lontano – 2017, durante la sua avventura a Napoli, ammise: “Mercato? E’ un tema che non mi compete, chiedete alla società”; che ha sempre sviluppato le sue idee con i calciatori a disposizione, senza considerare ipotesi  come innesti o cessioni, lavorando con ciò che il club aveva a disposizione. Forse, l’unico vizio che si è concesso è stato quello di chiedere i suoi fedelissimi di Empoli a De Laurentiis – di certo non top players, ma uomini che conosceva, sia nell’atteggiamento che nel modo di giocare.

Qual è, quindi, la verità?

La risposta è una, ed è anche abbastanza semplice: sono tutti titoloni fuorvianti.

In primis, i nomi sopracitati gravitano nell’orbita di mercato della Juventus da tempo, qualcuno anche da mesi – se non dallo scorso anno. In secondo luogo, difficilmente un tecnico come Sarri avanzerebbe richieste di questo genere, soprattutto per calciatori con cui non ha mai avuto nulla a che fare. Più probabile, invece, potrebbe essere la richiesta di consulenza al nuovo tecnico, solamente per avere il nulla osta anche da parte del toscano.

Fidatevi delle cose chiare, direbbe un noto gruppo musicale del panorama indie italiano. Fidatevi delle cose note, e non dei grandi titoli di giornale, che non sapete quanto la carta stampata abbia difficoltà a vendere in questo periodo; né dei grandi titoli dei siti web, che degli acchiappalike ci siamo anche ampiamente rotti i coglioni. Perché, ragionandoci su, spesso certe affermazioni non sono altro che specchietti per le allodole.

Che poi, vi dirò, in chiosa: potrò anche sbagliarmi, e presto il prezioso foglietto verrà ritrovato in zona Brera, a Milano, stile Paratici – ah, per chi non lo sapesse: anche al Pietro bianconero piace il Fantacalcio.