Torino, Sirigu: Roma? Non ho sentito nessuno”

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Salvatore Sirigu, portiere del Torino e nel giro della Nazionale, ha rilasciato un’intervista a Rai Sport, l’estremo difensore ha parlato del mercato intorno al suo nome e non solo. Ecco le sue dichiarazioni:

Gli europei del prossimo anno.“Sono tornato in Nazionale lavorando quotidianamente e pensando prima ai miei obiettivi nel Toro. Non ho mai nascosto il piacere di essere titolare, quando vengo qua mi metto a disposizione come se dovessi sempre giocare titolare. A volte lo sono stato, altre no, ma questo non è un problema”.

Buffon lascia Parigi. “È una figura importante per il calcio. Viene visto come icona della Juventus, ma per gli italiani è il portiere che ha vinto l’ultimo mondiale. Nel suo futuro credo ci sia un ruolo legato alla Nazionale, rientrerebbe nella normalità delle cose e del suo percorso”.

L’annata granata. “Delusione per la mancata qualificazione in Europa League? Sì, è innegabile. Con una stagione del genere non arrivarci lascia amarezza ma anche la consapevolezza di aver fatto bene. Abbiamo comunque tenuto un buon passo, al pari di squadre che in teoria avrebbero dovuto avere 10 o 15 punti in più di noi, quindi questo è soddisfacente. Anche perchè il Torino non puntava solo quest’anno all’Europa League, ma cerca di fare un programma studiato negli anni dove possa stabilirsi come quarta o quinta forza di questo campionato”.

E’ vero che c’è un’offerta dei giallorossi? “Non so se sia vero che Cairo abbia detto di no alla Roma per me. Non ho sentito nessuno, però il presidente è un uomo di mondo. Conosce bene le regole del mercato e sono sicuro che se dovesse ricevere un’offerta per me, mi chiamerebbe lui in primis per poterne parlare. E’ una persona aperta a tutto”.

Dopo Parigi, anche Roma non sarebbe male. “Roma è una bellissima città, ma ne parlerò nel momento in cui dovessi ricevere una proposta di qualsiasi tipo senza problemi”.

Sei nato a Nuoro, tifi Cagliari come tanta gente nata in Sardegna. Sogni di chiudere lì la carriera? “Ci ho pensato quando ero piccolo, avendo il mito di questa squadra come ogni sardo che gioca al calcio. Mi è successo di pensarci da piccolo, questa sensazione mi è passata con gli anni perché le strade non si sono mai incrociate se non da avversari. E’ una squadra che mi fa simpatia, è la squadra della mia regione. I miei amici e i miei parenti tifano Cagliari, non creo false illusioni. Magari tra qualche anno non sarò in grado di giocare, non precludo nulla ma sono anche molto realista. Non avrei voglia di arrivare in condizione pessime, soprattutto al Cagliari”.