#SPAZIOAITIFOSI #LBDV – Emanuele Caputo: “Voglio fondare un Napoli Club ad Amsterdam, ecco la ricetta per battere l’Arsenal, prossimo calciomercato? Mi affido ad Ancelotti”

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#Spazioaitifosi è la rubrica che noi de “Le Bombe di Vlad” abbiamo voluto creare per dare voce ai tifosi di tutte le squadre. Il nostro principale obiettivo sarà sempre focalizzato verso il lettore. Scriviamo e raccontiamo per chi ci segue e da questo presupposto, parte l’idea di dedicare uno spazio tutto per voi. Il tema principale verrà scelto di volta in volta, ci saranno delle domande dalla redazione e prossimamente anche un’importante novità che renderà ancora più speciale il vostro intervento. Tra i vari profili social abbiamo selezionato Emanuele Caputo, nostro lettore di Twitter. Ecco il suo pensiero:

Ciao sono Emanuele Caputo ho 25 anni e la mia squadra del cuore è il Napoli.

Caro Emanuele iniziamo subito con il tema del giorno. Napoli e Juventus uniche due squadre ancora presenti nelle Coppe europee, come vedi il loro futuro cammino?

Il cammino della Juve lo vedo abbastanza fattibile, sorteggio benevolo che li vede favoriti in questo quarto di finale. La juve può fare tanto, basta vedere la partita contro l’Atletico Madrid, tutti la davano per spacciata, ma ha fatto vedere cosa vuole e cosa è in grado di fare. Il cammino del Napoli invece è molto più insidioso. Sorteggio sfortunato beccando una squadra che attualmente è una delle più in forma d’Europa. Solo che il Napoli si sa, con i grandi club riesce a dare meglio di se. Ed a tal proposito, spero di non vedere più una partita come Salisburgo-Napoli. Se scendiamo in campo con la testa “simile”al girone di Champions, possiamo avere buone possibilità di qualificarci“.

Cosa ti aspetti dal futuro calciomercato della tua squadra del cuore?

Per quanto riguarda il calciomercato della mia squadra del cuore, mi aspetto un calciomercato di “valore”, e qui mi spiego meglio. Non parlo di calciatori costosi che possano generare debiti, ma giocatori che possono portare quello che da un po’ stiamo rincorrendo, ma che non siamo capaci di acciuffare. Per la prossima sessione dunque, mi “affido” al mister. Credo che al primo anno non poteva cambaire granché. Ha tenuto la squadra, ha preso qualche rinforzo e ha studiato la situazione. Mi auguro che sarà una bella estate per quanto riguarda il Napoli, lo meritiamo”.

E’ il momento ora di parlare di calciomercato, quali acquisti vorresti per il tuo Napoli?

“Per la formazione dico: Meret, Koulibaly, Albiol, Mario Rui (Ghoulam), Lainer, Ruiz, Zielinski, Veretout (giocatore che a me piace da morire e mi auguro possa arrivare) Insigne, Milik, Callejon. Diciamo che non è tanto impossibile, l’ho fatta super-easy, perché se dovessi dare dei “nomi”, solo all’idea al presidente gli viene un infarto (ride). Pochi accorgimenti ma buoni per quanto mi riguarda”.

E’ il momento delle considerazioni personali. Raccontaci di te, e di come vivi il tuo rapporto da tifoso con il Napoli:

“Io vivo all’estero da ormai 4 anni, infatti vivo ad Amsterdam. Per chi ama la propria terra, abbandonarla risulta difficile ed impossibile. Personalmente, sono sempre riuscito a “cavarmela”. Premetto che non sono partito per mia spontanea volontà per provare una nuova esperienza. A Napoli ci torno spesso ma non è mai abbastanza. La mia vita qui non essendo in Italia è totalmente diversa. Le abitudini, i modi di fare delle persone, rappresentano esattamente il contrario di ciò che abbiamo nel nostro paese. 

Io qui sono e sarò sempre napoletano però, una cosa che non rinnegherò mai è la mia appartenenza e le origini, (sono uno di quelli che se mi chiedono se sono italiano io rispondo “sono Napoletano”). Sono fortunato in quanto qui ci sono tanti italiani e sopratutto napoletani. Ci vediamo spesso, la sera siamo in giro per la città, qualche volta a casa di amici e nel nostro piccolo,”creiamo” una piccola colonia italiana/napoletana.

Per quanto riguarda le partite, io mi faccio in quattro per seguirle. Cambio e scambio turni a lavoro, stessa cosa per i giorni liberi. Ricordo la settimana di Champions di Psg-Napoli, ho dovuto lavorare 10 giorni consecutivamente la settimana dopo, cosa che in Olanda non si vede mai). Così però almeno riesco a vederle ma quasi mai in compagnia. Poiché con i miei compaesani residenti qui ad Amsterdam, non abitiamo nelle vicinanze e il lavoro non permette a tutti di fare “acrobazie”.

Per la prima con l’Arsenal però, siamo già pronti ad andare a casa di un nostro fratello. Appunto per questo io e un mio caro amico di nome Mario, di Quarto precisamente, stiamo pensando di fondare un “piccolo” Napoli Club Amsterdam, per raggruppare un bel po di tifosi non solo della capitale olandese ma anche del resto della nazione. Ma è solo un idea e sopratutto un sogno. Ma questa città mi ha insegnato che nella vita, veramente non si può mai sapere”.

Ringraziamo Emanuele per la piacevole chiacchierata. Un giovane napoletano trapiantato ad Amsterdam, con l’azzurro nel cuore.

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