Inter, addio allo Scudetto e ora il verdetto Champions

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Serviva una prova di maturità venerdi’ sera all’Allianz Stadium per contrastare lo strapotere della Juve. E in parte c’è stata per un’Inter che ha saputo tenere testa ai bianconeri per lunghi tratti della gara, rischiando addirittura in più occasioni di portarsi in vantaggio.

Resta il fatto, incontrovertibile, che non siamo nemmeno a Natale e la corsa Scudetto dei nerazzurri è gia ufficialmente terminata (ammesso che sia mai cominciata). Certo, nessuno si aspettava che l’Inter potesse condurre un testa a testa con la Juve per un’intera stagione, ma era quantomeno auspicabile che almeno le rimanesse in scia fino alla primavera. Anche perché, esattamente un anno fa, al primo anno di Spalletti sulla panchina interista, i nerazzurri erano addirittura davanti alla Juventus in classifica. E lo stesso era già accaduto a fine 2015 con Mancini, a dimostrazione del fatto che fosse lecita la speranza di vedere aperti i giochi Scudetto almeno fino al girone di ritorno. Perché se è vero che negli anni passati la Juve non aveva in dote CR7, e’ ugualmente vero che l’Inter non aveva ancora i mezzi economici che ha Suning e nemmeno una rosa ampia e attrezzata come quella attuale.

Palla alla società

Ecco perché è bene che la proprietà cinese capisca in fretta che per interrompere il dominio bianconero lo sforzo deve essere maggiore. E non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto strategico. L’avvento di Marotta, in questo senso, sembra un primo passo concreto verso un cambio di rotta necessario per una società passata dai fasti del triplete a una bacheca vuota nei successivi otto anni, eccezion fatta per la Coppa Italia del 2011.

Spalletti si gioca il futuro

E se l’Inter non tornerà in breve tempo a competere per vincere un titolo, il passo successivo e inevitabile sarà il cambio dell’allenatore. Spalletti ha manifestato delle fragilità emotive che di certo non aiutano a rasserenare un’ambiente già sufficientemente sotto pressione come quello interista. E i tifosi cominciano ad essere stufi di una squadra che non dà mai l’impressione di poter lottare concretamente per un obiettivo, troppo volubile e lunatica, senza una statura mentale, che nel calcio si traduce in una parolina: anima.

Il Bivio della stagione: la Champions

Martedì sera la Champions emetterà un altro verdetto. L’Inter si è messa nelle condizioni di dover fare necessariamente un risultato migliore del Tottenham, impegnato al Camp Nou contro il Barcellona. Una qualificazione agli ottavi più che mai fondamentale, non solo per introiti e autostima, ma soprattutto per evitare che a dicembre i nerazzurri si ritrovino fuori dai giochi anche in coppa. Il Psv Eindhoven non è avversario invalicabile, ma vincere non basterà perché i nerazzurri non sono padroni del proprio destino: l’augurio è che siano almeno padroni del proprio futuro, a prescindere da quel che succederà in chiave europea.