Questa sera c’è Juventus-Inter: storia, tradizione e veleni

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Juventus-Inter é una sfida che ha origini antiche e che ha segnato il costume della nostra società, creando una progenie di tifosi sparsi per lo Stivale, assoldati piu’ dall’esigenza (ahime insita nell’essere umano) di sentirsi dalla parte del più forte che da un reale desiderio di appartenenza alla squadra del proprio territorio.

Il Derby d’Italia

Nel primo (e poi secondo) dopoguerra, anni di digiuni e carestie, ma anche di speranze e di rinascite, Juventus ed Inter hanno rappresentato per molti un modello italico di successo a cui ispirarsi per ripartire. Il calcio è sempre stato (e sarà sempre) lo specchio della società ed è a suon di risultati che Juventus ed Inter hanno saputo fidelizzare nel corso dei tempi migliaia di tifosi. Una tradizione che ancora oggi viene tramandata di generazione in generazione. E se é vero che i numeri non mentono, la storia dice che Juventus ed Inter sono state le prime due società italiane ad aggiudicarsi una stella (10 scudetti) e le uniche ad ottenere un filotto di titoli consecutivi così ampio (5 per l”Inter dal 2006 al 2010; 7 per la Juve dal 2012 ad oggi). Dati che certificano ancora di più la passione, l’attesa e anche la tensione emotiva che si genera, oggi come allora, ogni volta che si avvicina il Derby d’Italia (stasera ore 20.30, diretta esclusiva Sky Sport).

I veleni e Calciopoli

Le cronache degli ultimi vent’anni ci hanno purtroppo restituito anche scandali, veleni e asperità tra le due grandi rivali. Il tutto accentuato dai fatti di Calciopoli del 2006, che di fatto hanno creato un solco indelebile nella storia del nostro calcio tra scudetti vinti, revocati e poi assegnati in tribunale, arbitraggi al limite della credibilità e diatribe senza fine.
Oggi si è arrivati a una pax apparente, dettata forse anche dal fatto che la superiorità della Juventus sul campo é talmente evidente da non lasciare piu’ spazio alle recriminazioni.

L’occasione dell’Inter

Ecco che allora, il risultato della partita di stasera allo Stadium servirà all’Inter, più che per la classifica in sé, per misurare le sue attitudini mentali. Undici punti di differenza sono un divario di fatto incolmabile, e continuerà ad esserlo anche nelle prossime stagioni se i nerazzurri non riusciranno a fare quel salto di mentalità e di convinzione che la Juventus ha fatto suo negli ultimi anni.
L’Inter deve togliersi definitivamente di dosso i panni della vittima sacrificale, senza timori reverenziali e giocandosi le proprie carte con la consapevolezza che superare la Juventus deve diventare una routine e non un episodio fortuito per una squadra che vuole tornare a vincere e ambire a traguardi importanti.

Il nuovo corso di Marotta

Gli ingredienti? Un allenatore capace di trasmettere alla propria squadra una mentalità vincente. E in questo Spalletti ha dimostrato di avere ancora una grossa fragilità emotiva che lo condiziona nella lettura delle partite e nelle scelte dei giocatori prima e durante il match. Quella maturità su cui Ancelotti sta plasmando le certezze del Napoli, giusto per fare un esempio. E poi una società che si assuma le responsabilità delle decisioni prese e che detti una linea chiara da seguire, fatta di obiettivi e operazioni di mercato calibrate in funzione della crescita di budget. In questo Marotta può diventare una pedina importante per la sua visione d’insieme, anche alla luce della sua recente (e fortunata) esperienza in bianconero. Nella speranza, per i tifosi interisti, che oltre al passaggio di testimone in chiave dirigenziale, tra Juventus e Inter ci sia anche un sovvertimento dei ruoli sul rettangolo verde. È un’impresa possibile. A cominciare da stasera.

Probabili Formazioni

Spalletti ricorrerà all’Inter che gli ha dato più garanzie, con la sola sanguinosa assenza di Radja Nainggolan. Per la Juventus c’è la “grana” Betancur che potrebbe non essere della gara, ma Allegri farà di tutto per schierare il giovane crack bianconero.

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, De Sciglio; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Cristiano Ronaldo, Mandzukic, Dybala. All. Allegri.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio; De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Perisic, Joao Mario, Politano; Icardi. All. Spalletti