Endt: “De Ligt un mix tra Nesta e Stam”

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David Endt,  memoria storica dell’Ajax, ha parlato del sogno della Juventus per il mercato estivo: De Ligt. Queste le parole rilasciate a TuttoSport : “Ricordo come fosse adesso quando De Ligt faceva il raccattapalle all’Amsterdam Arena. Mi chiamava: “Signor Endt, signor Endt”. Matthijs è sempre stato un ragazzo per bene. Prima di andarmene ho fatto in tempo a conoscere anche De Ligt, all’epoca un ragazzino del vivaio. L’Ajax ha ingaggiato Matthijs quando era un bambino e giocava nell’Abcoude, una società che si trova nella periferia di Amsterdam. Ho visto De Ligt in campo per la prima volta in una partita dell’Under 15 dell’Ajax: era diverso dagli altri, era di gran lunga il più forte. A quell’età veniva impiegato da difensore o da centrocampista. Al di là del gran fisico e della buona tecnica, aveva già un carattere molto forte».

Capitano a 18-19 anni: è normale per l’Ajax? «No, De Ligt è un’eccezione. E’ vero che l’Ajax punta molto sui giovani, siamo sempre stati una squadra coraggiosa, però a memoria di casi simili ricordo soltanto Chivu e Van der Vaart, entrambi capitani a vent’anni. Sono sincero: in tanti anni di Ajax, un ragazzo di 18-19 anni con un carattere come quello di De Ligt non l’ho mai visto».

Nemmeno Rijkaard o Seedorf, che a 19 anni vinceva la Coppa dei Campioni da protagonista? «Frank era un grandissimo, però a 18 anni aveva un carattere meno marcato rispetto a De Ligt. E pure Clarence, altro top, era meno maturo. Matthijs è un esempio a livello comportamentale in campo e fuori, non è capitano per caso. E’ un difensore di 19 anni con la testa da 30enne, un leader. Danny Blind, quando era alla guida dell’Olanda, lo ha fatto esordire contro la Bulgaria ad appena 17 anni, 7 mesi e 10 giorni. Il ct fu molto criticato per la scelta perché De Ligt scivolò in occasione di un gol subito, ma dopo la partita Blind difese il ragazzo: “E’ un grandissimo talento – disse – è giusto fargli fare un’esperienza così giovane, la storia dell’Olanda è questa”. Danny ha avuto ragione».

A chi paragonerebbe De Ligt?«E’ un mix di Nesta e Stam. E’ intelligente e tecnico come l’italiano, ma in marcatura e nella prestanza fisica ricorda Jaap. Un difensore come De Ligt è quasi innaturale per il dna dell’Ajax, club molto più abituato a sfornare centrocampisti e attaccanti straordinari. Se Matthijs manterrà le aspettative, può diventare il difensore centrale olandese più forte di tutti i tempi superando anche il leggendario Barry Hulshoff, stopper dell’Ajax delle tre Coppe Campioni di fila. Hulshoff è anche il mentore di De Ligt, una guida mentale e tecnica».

Juve, Barça o Manchester United: dove immagina De Ligt in futuro? «In Olanda danno per sicuro che in estate lascerà l’Ajax perché sarà impossibile trattenerlo: quando si muovono questi top club è difficile resistere. Io lo vedrei bene al Barcellona, che ha un gioco simile al nostro: De Ligt, in perfetta scuola Ajax, è bravissimo ad avviare l’azione. Nel Barcellona si divertirebbe di più. Nella Juventus, invece, si potrebbe completare a livello difensivo. Avere Chiellini e gli altri bianconeri come compagni sarebbe come frequentare l’università del difensore».

Se De Ligt le chiedesse un consiglio di mercato? «Gli consiglierei l’Inter, in Italia tifo per i nerazzurri… (risata). In realtà il consiglio sarebbe quello di restare all’Ajax un altro anno, per affermarsi di più e arrivare ancora più pronto in un top club straniero».

Juventus e Barcellona hanno messo nel mirino un altro gioiello dell’Ajax: il 21enne Frenkie De Jong.  «E’ un centrocampista creativo: un po’ Iniesta, un po’ Pirlo e un po’ Guardiola. De Jong pensa in verticale, ha 4 occhi, vede il gioco prima degli altri. Adesso che Iniesta e Xavi non sono più al Barcellona, De Jong sarebbe il loro erede naturale».