Difesa, equilibrio e Maurito i segreti del secondo posto interista

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Sesta vittoria consecutiva in Campionato e sesto sigillo per Mauro Icardi. Numeri importanti per l’Inter e il suo Capitano che dopo il balbettante avvio di stagione ora sembrano aver trovato equilibri e continuità di risultati. La copertina della sfida contro la Lazio se la prende ancora una volta Maurito. L’argentino, all’ottavo centro stagionale (se si considerano anche le due reti in Coppa), a conferma del suo istinto da killer infallibile in area di rigore. Sempre al posto giusto, nel momento giusto. Il suo gol nel primo tempo ha rotto gli equilibri di un match fino a quel momento alla pari. La sterzata nella ripresa ha chiuso definitivamente il conto facendo volare l’Inter a 22 punti, in coabitazione con il Napoli. La Juventus è sei punti più lontana. “Non chiamateci “l’anti-Juve” – ha precisato l’argentino al termine della partita dell’Olimpico – “Ci mancano un po’ di gradini per arrivare dove sono loro”. Sano realismo, quello del bomber nerazzurro. Oltre ai numeri (nove vittorie e un pareggio per la Juventus nelle prime dieci), i bianconeri hanno soprattutto una qualità della rosa che in Italia nessuno può vantare. La qualità a cui ambisce anche l’Inter. Come ha ribadito lo stesso Steven Zhang, fresco di nomina presidenziale e pronto ad allestire una squadra sempre più competitiva. Nel frattempo Spalletti si gode le sue certezze. In attesa che Nainggolan ritrovi il 100% della condizione fisica e che gli esterni d’attacco (Perisic e Politano su tutti) diventino più decisivi in zona gol, Vecino e Brozovic (ieri autore del secondo gol) si sono presi le chiavi del centrocampo interista. Complementari per attitudini e ruoli. Da un lato, la “garra” del sudamericano, sempre pronto a interdire il gioco e abilissimo negli inserimenti in fase offensiva; dall’altra la “calma olimpica” del croato, specialista nel far circolare la palla e sempre più figura di raccordo tra difesa e attacco. Ma le risposte migliori per l’Inter arrivano dalla difesa. Quella nerazzurra è la meno battuta della Serie A, con sei reti al passivo e un solo gol subito nelle ultime quattro uscite. Una linea arretrata così solida in casa Inter non si era mai vista. Al talento di Skriniar si sono aggiunte l’esperienza di De Vrij (ieri sostituito bene da Miranda), Vrsaljko e Asamoah, che hanno forse messo il punto esclamativo in un reparto dove l’Inter ha sempre faticato a trovare dei pilastri. E se la storia dice che i Campionati si vincono con la difesa, la strada intrapresa non può che essere quella giusta.