EDITORIALE #LBDV – De Laurentiis è l’Houdini del mercato, le conferme dietro le smentite

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Aurelio De Laurentiis è tutto lì: nel sorriso, sornione e astuto, che compare sul suo volto di fronte ai giornalisti; nel suo modo di porsi, irrisorio, trasecolante, spesso arrogante. De Laurentiis è tutt’altro che un uomo trasparente: nasconde, intriga, gioca. Dice poco alla luce del sole, tanto invece tra le righe, beffandosi di chi lo ascolta anelante di speranza. Non aspettatevi mai da lui una frase chiara, né chiedeteglielo: vi riderà in faccia.

Ed al tifoso partenopeo, imbelle e ingenuo, non resta che aggrapparsi disperatamente a quell’unico appiglio datogli, quelle tante circonlocuzioni che paiono dire nulla. E invece dicono tutto.

“Magari mandarlo in prestito, così da farlo giocare”. Eco, litania, filastrocca; rimbombano nelle menti degli azzurri, come un mantra. Criptiche, enigmatiche, che non ammettono né smentiscono; che sanno di occasione sprecata, certo, ma solo per chi non sa leggere tra le righe. 

De Laurentiis bugiardo: il precedente greco

” Dobbiamo capire a che prezzo acquisirlo, perché parliamo di un calciatore che inizia ad avere la sua età e che diventa un vuoto a perdere perché poi non lo puoi rivendere”. 

Del resto, quanto tempo è passato dall’intervista a Radio Kiss Kiss? Ebbene, nessuno – o quasi – ricorda più l’esatte parole che il presidente del Napoli professò ai microfoni della radio ufficiale del club. Manolas? Dipinto come un vuoto a perdere. Riottoso, sopra le righe, non avrebbe fatto altro che il male dello spogliatoio; e poi, vogliamo parlare dell’età? Meglio trattare Renica a questo punto!

 

 

Sappiamo tutti com’è andata a finire. Manolas, ora come ora, non potrà che vestire la maglia azzurra il prossimo anno, al fianco dell’imprescindibile Kalidou Koulibaly –  “Va? Non va? Chissà”, il di cero non laconico presidente. Per Manolas si chiuse tutto in pochi giorni. O, anzi no, era già tutto chiuso, in realtà: De Laurentiis aveva preso in giro tutti, e nessuno se n’era manco accorto.

Un precedente – fresco – che fa cumulo con altri. Una montagna di frasi di circostanza e parole non concesse; di silenzi beffardi, che dicono molto più di mille annunci.

De Laurentiis, la volpe che ride sotto i baffi

“Aspettiamo che i tempi siano maturi”, “Non abbiamo bisogno di parlare con Florentino”, “James ha parlato con Ancelotti, qui sarebbe determinante”. 

Si è spinto oltre, tanto oltre De Laurentiis ieri ai microfoni di Sky Sport. Oltre il suo modo di fare tipico, oltre le sue maschere, oltre il suo stesso modus operandi. James Rodriguez è del Napoli? Sì, ovvio. “Ma non posso dirlo, altrimenti che sorpresa sarebbe?”

“Sarebbe sicuramente un bel regalo”. Il regalo ai tifosi De Laurentiis lo farà. Ma coi suoi tempi, coi suoi modi, col suo particolare savoir faire. Seguendo la trama della sua sceneggiatura, che esula dalle logiche di mercato ed al contempo ne è struttura e tramite.

E lo si riscontra dal beffardo sorriso di chi – ancora a Kiss Kiss Napoli – ha sbuffato,  compiaciuto, al sentire il colombiano all’interno del prossimo undici partenopeo. E lo si riscontra dal “Ed Elmas non me lo metti?” nell’altra, seconda formazione. Parole, apparentemente casuali per chi non comprende l’esistenza di un doppio fondo intriso di significato. 

Del resto, il mercato è fatto di indizi, di trattative occulte, di voli presi e di contratti firmati dietro al velo della rottura. In questo bordello, Aurelio De Laurentiis è Harry Houdini. 

 

“Non è importante il prestigio in sé, quanto il trucco che si nasconde dietro”.