#LBDV – Radu, l’amore dell’ambiente e le scelte societarie

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Improvvisamente, ad inizio luglio, Stefan Radu è diventato un problema per la Lazio. Certo per chi nuota solitamente nell’ambiente biancoceleste un fulmine a ciel sereno non è stato. Qualche tuono lo si era udito già durante il mese di Giugno e, man mano che i giorni passavano, il rumore si era fatto più forte e persistente. Il difensore Rumeno dunque, dopo 11 anni di Lazio,  rischia di non vestire più la maglia biancoceleste.

Ma quali sono i motivi che hanno portato la situazione a precipitare in questo modo?

Radu, l’amore per la Lazio e le difficoltà di Roma

La piazza di Roma è da sempre piena di spifferi, congetture, di notizie riferite e date per sicure. Nella città eterna, in entrambe le sponde del Tevere, c’è sempre qualcuno che sa. Un cugino che è amico del calciatore, un parente che conosce un dirigente,  fino ad  arrivare a derelate di terza o quarta mano con la spiata sicura che arriva direttamente dal figlio del portiere del palazzo del giocatore. Un labirinto di parole quindi, in cui è difficile distriscarsi se non con un po’ di fiuto per le fanfaronate. Cercando di schivare tutto questo si può fare un riassunto analitico della situazione aggiungendoci alcune notizie verificate. Stefan Radu è, per Simone Inzaghi, interprete perfetto del ruolo di terzo difensore di sinistra nel 3-5-2 perché abbina come pochi altri copertura e spinta con ottimi risultati. L’ex Dinamo Bucarest ha, per contro, una fragilità fisica che ha contraddistinto i suoi anni laziali. Molti infortuni muscolari ne hanno compromesso una continuità di rendimento che alla fine della stagione pesa sul piatto della bilancia. Proprio gli infortuni sembravano essere una causa dello scontro con la società ma sia Inzaghi sia lo staff medico hanno smentito con forza attriti con il calciatore.

L’ipotesi Greco

Un giornalista romano, Stefano Greco, ha dato una chiave di lettura di questo scontro diversa dalle altre, apparse fino ad ora, dentro il mondo Lazio. Greco, fine conoscitore di persone e ambiente romano, sostiene che alla base di tutto questo trambusto ci sia un dissidio tra Tare ed il giocatore. Dissidio maturato dopo una discussione tra due calciatori laziali, Bastos e Wallace, e il numero ventisei. Quest’ ultimo a brutto muso aveva ripreso negli spogliatoio i due compagni perché troppo scherzosi dopo una sconfitta. Atteggiamento che è pienamente nelle corde di Stefan che in 11 anni ha dimostrato un attaccamento alla causa capitolina come raramente capita. Tare, chiamato in causa per risolvere la situazione, avrebbe attaccato duramente Radu dicendogli che non spettava a lui ma alla società intervenire. La reazione di quest’ ultimo sarebbe stata tutt’altro che pacata.  Da quel momento la situazione sarebbe trascesa fino ad arrivare alla situazione odierna: giocatore non convocato per il ritiro e sul mercato. Il difensore, sulle cui tracce si sono messe più società,  ha rifiutato al momento qualsiasi destinazione in Italia.

Cuore diviso a metà

Il tifo laziale è profondamente scosso da questa situazione. 348 partite con l’aquila sul petto e una difesa strenua dei colori bianco e celesti hanno fatto di Radu un beniamino dei tifosi. Sul web sono spuntate petizioni per far cambiare idea alla società. Da parte sua, il giocatore, ha tentato l’ultima carta a sua disposizione: si è presentato lo stesso a Formello nonostante non fosse convocato ed ha chiesto un confronto con il ds. Un dentro o fuori per Stefan che di lasciare la Lazio non ha proprio nessuna intenzione. I prossimi giorni ci diranno se, alla fine, il cuore e l’attaccamento alla maglia prevarrà sulle logiche societarie.