LIVE – Juventus, prima conferenza stampa di Sarri

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Alle 11 inizierà la prima conferenza stampa di Maurizio Sarri come allenatore della Juventus. L’evento si terrà nella sala stampa dell’Allianz Stadium.

Sala Conferenze, Allianz Stadium – (Foto da Sky Sport)

11.03 – Inizia la conferenza stampa di Maurizio Sarri, al suo fianco il ds Paratici

Le prime parole di Sarri: “Sono contento di essere qui oggi”

Domanda a Paratici: come mai i tempi cosi lunghi della trattativa?
“Avevamo le idee chiare dall’inizio. Tra grandi club bisogna rispettare i tempi. Voglio ringraziare il Chelsea e Marina”

  Domanda a Sarri: Qual è il peso che sente? Quanto cambierà dalla Premier?
“Il nostro sarà un percorso un po’ lungo. In Inghilterra il clima è nettamente diverso. Bisognerà partire dalle strutture; abbiamo sicuramente un vantaggio piccolo. Sarà sicuramente un ottimo campionato, Conte all’Inter, Ancelotti, Giampaolo. Sarà un anno stimolante e ci sono i presupposti per vedere qualcosa di interessante”.

 Il sogno dei tifosi è la Champions: pensa di essere giudicato per ciò che farà in Champions e cosa si aspetta?
“Mi aspetto di alzarmi la mattina e pensare di vincere. La Juventus in Italia ha l’obbligo di fare bene, poi se entriamo nel discorso Champions League la Juventus ha l’obbligo di partire con il presupposto di vincere. Ci sono però tante squadre molto forti che mirano a quell’obiettivo”.

 Alla luce dei suoi moduli e dei giocatori a disposizione pensa che bisogna fare delle scelte?
“Non si può partire dal modulo e mandare via i giocatori. Il primo passo è studiare i giocatori e capire quali di questi possono fare la differenza. Il 4-3-3 del Chelsea era diverso da quello del Napoli. Vediamo quali sono i giocatori che ci possono fare la differenza, poi il modulo sarà una conseguenza”.

 Una domanda emozionale: cosa ha percepito quando è arrivato qui? E che effetto fa allenare il giocatore più forte del mondo?
“È un percorso crescente, quindi mi fa piacere essere qui. Mi dà molte emozioni essere nella squadra più forte di Italia. Lo ritengo un passo in avanti ma fatto veramente gradualmente. L’emozione c’è ma la Juventus non ha preso un allenatore dilettante.
Su Ronaldo: è un’escalation anche questa. È un ragazzo che ha quasi tutti i record che si possono avere nel calcio e mi piacerebbe fargliene battere qualcun altro”.

Nei suoi anni di Napoli ha indicato la Juve come un potere costituito. Sono partite le querele?
“Io dissi al giornalista che lo querelavo perché era una notizia senza fondamento.
Il mio dovere morale e professionale era sconfiggere la Juventus. ho dato il massimo ma non ci siamo riusciti, ciò non toglie che lo rifarei. Era soltanto un’avversità sportiva; la mia professionalità mi porterà a dare tutto anche qui. Se vedo che un avversario vuole sconfiggermi posso odiarlo ma devo apprezzarlo”.

Lei si sente un traditore? Ha parlato con ex calciatori?
“Se vi facessi leggere un messaggio cambierebbe tutto. A volte le dichiarazioni sono dipendenti anche dall’ambiente in cui ti trovi. La professione va rispettata e io ho rispettato tutti quelli per cui ho lavorato. Sono stato anche un anno all’estero e di più non posso fare. Mi sento di aver rispettato tutti”.

Domanda a Paratici: Con Sarri si entra in una dimensione diversa?
“Oggi conta, come prima, vincere. non c’è una ricetta in cui si vinca o si perda. La nostra scelta è stata fatta pensando che la spinta che era nata potesse affievolirsi un po’. Abbiamo deciso, perciò di prendere questa decisione”.

Lei arriva da uno scetticismo da parte del popolo Juventino: come si supera? Arrivare come profeta del “bel calcio” può essere una gabbia?
“Anche nelle mie esperienze precedenti in molti erano scettici. Sia ad Empoli, che a Napoli. Vengo dalla mia storia ed è giusto che ci sia anche un minimo di rancore e scetticismo. Bisogna vincere e convincere, non ci sono altre strade: fare spettacolo e vincere”.

Il motto aziendale è vincere: lei firma questo motto? Dybala e Ronaldo possono giocare come centravanti?
“Quando un giocatore ha le loro qualità può giocare in qualsiasi ruolo, può cambiare soltanto l’interpretazione. Per quanto riguarda il vincere posso dirti poco, perché ho vinto poco. Se una squadra in campo diverte, si diverte e diverte il pubblico. Molto spesso ciò è benzina per ottenere risultati. Una delle domande che mi veniva fatta più spesso era: pensa di salvarsi solo con un calcio così brillante? Alla fine ci siamo salvati con sei giornate di anticipo. Hanno vinto squadre con ideologie di gioco diverse: l’importante è che nel percorso le proprie idee rimangano salde”.

In campo tuta o giacca? Cosa significava “prendere il potere”?
“Per quanto riguarda me era un potere professionale. Rappresentavo un popolo che è molto legato alla propria squadra. Non è finita come volevamo ma il viaggio è stato stupendo.
Sulla tuta: Non ne ho parlato di questo aspetto ma ne parleremo sicuramente. Fuori dal campo ho l’obbligo, in campo cercherò di indossare la tuta”.

Giampaolo diceva che il Napoli dipingeva calcio, mentre il Chelsea solo il 10%, perché? Cosa cambia nei metodi allenamento?
“Cambiano i metodi di allenamento. Erano giocatori che muovevano la palla in modo decisamente superiore. I giocatori del Chelsea sono giocatori probabilmente di caratteristiche tecniche superiori ma tendono di più all’1 contro 1. Per questo motivo il gioco perdeva un po’ di fluidità. Ma era comunque una squadra abbastanza solida. Non è che puoi fare gli stessi allenamenti con giocatori diversi, sarebbe da folle e da dilettante. Bisogna andare in contro alle caratteristiche dei giocatori senza cambiare la filosofia di gioco”.

Cosa ti aspetti in Napoli Juventus? Ed in merito ai cori razziali?
“Sui cori razziali non posso cambiare idea. In Italia è ora di smetterla perché è un simbolo di inferiorità. È giusto fermare anche le partite e lo pensavo già a Napoli, perché il Napoli è una delle squadre più vittima di queste cose.
Su Napoli-Juventus: quando esco dal San Paolo se mi fischiano o se mi applaudono sarà una manifestazione d’amore. Vorrò bene ai tifosi a prescindere”.

Andrà a conoscere Cristiano Ronaldo?
“Parlerò con Fabio per organizzarmi per incontrare due o tre giocatori. Ora l’età mi insegna che bisogna andare a condividere e voglio cominciare a capire cosa pensano di se stessi e delle loro caratteristiche”.
Paratici: “Ci confronteremo oggi, su tutto ciò che c’è da discutere”

Domanda a Paratici: Perché è stato scelto il mister?
“Il gioco non è stato centrale nella motivazione di cambiare. Abbiamo scelto Maurizio perché crediamo che sia il migliore allenatore per la Juventus adesso. Crediamo che sia il miglior allenatore possibile; ha mostrato grandi qualità a livello internazionale e per questo è il più adatto”.

Quali sono state le parole che l’hanno convinta?
“Ho fatto 30 anni di trattative, quindi ho una certa esperienza. Ho la capacità di rendermi conto di avere davanti a me persone di un certo livello. È la convinzione, i sacrifici che hanno fatto per venire a cercarmi. Questo mi ha convinto. O io mi sto rimbambendo o loro sono stati capaci di darmi questa convinzione”.

Chi è il terzo elemento su cui può girare il suo gioco: Ronaldo, Pjanic e poi?
“Abbiamo bisogno di grandi giocatori e che sappiano fare la differenza negli ultimi 30 metri. Ronaldo, Dybala, Douglas Costa, che è un potenziale top player. I giocatori che fanno la differenza sono quelli che hanno talento”.

Non ha nominato Higuain nei giocatori precedenti? Ci sarà spazio per lui?
“Non volevo saltare nessuno. A Gonzalo voglio molto bene però voglio essere modesto. Qui ci sono una serie di dirigenti che conoscono i ragazzi da molti anni e quindi devo ascoltare anche io loro. La riterrei una mancanza di rispetto se volessi impormi”.

Farà richieste di mercato particolari?
“Vedremo quando avremo un’idea precisa del modulo con cui vogliamo giocare. Mi fa piacere che Fabio mi aggiorna costantemente. Io dirò le caratteristiche che voglio e lui mi darà dei nomi”.

Che eredità ha lasciato Allegri?
“Allegri ha lasciato un’eredità pesante, grazie ai risultati che ha ottenuto. Se abitui una squadra ad avere il dominio sul possesso palla, rischia di essere disorientata quando lo perde. La squadra di Massimiliano era difficile da affrontare anche mentalmente, ha fatto un lavoro straordinario”.

Domanda a Paratici: Cosa avete detto per convincerlo?
“Come ha detto lui, sono stati gli atteggiamenti, probabilmente”.

Il cambio di filosofia terrà conto anche del settore giovanile? Cosa prova quando la chiamano integralista?
“Per il settore giovanile dovranno esserci percorsi molto lunghi e dovranno esserci riunioni con tutti gli allenatori. Cercheremo sicuramente di innescare ottimi meccanismi.
Sulla questione integralista: ad una persona che ha cambiato diversi moduli mi sembra troppo integralista”.

Quando è arrivato l’affondo decisivo?
“Abbiamo pensato che fosse il miglior allenatore, semplicemente”

Cos’è il “Sarrismo”?
“Non so cos’è il sarrismo. Ho letto sulla treccani che è una filosofia di gioco calcistica. Posso anche cambiare modo di vedere il calcio ma spero di essere rimasto lo stesso nei concetti, una persona diretta”.

Ha sentito De Laurentiis e Allegri?
“Tutti pensano che io abbia un brutto rapporto con lui ma non è così. Non l’ho sentito. Lo ringrazierò sempre per l’opportunità che mi ha dato. Ci possono essere divergenze nei percorsi. Non ti dirò nemmeno sotto tortura i giocatori che ho sentito, perché sono conversazioni personali.
Su Allegri: Non l’ho sentito, a volte in estate grazie ad amici comuni ci scambiamo due parole. Spero di avere un po’ di tempo per sentire anche lui”.

Higuain tornerà in Italia? Possono convivere Ronaldo e Higuain?
“Gonzalo non l’ho sentito. Lui è un tesserato della Juventus e quando tornerà avremo modo di parlarci. La mia sensazione è che Gonzalo abbia vissuto male il post-Juventus, ciò non toglie che può fare anche un paio di anni a buoni livelli”.

Ridirebbe le stesse cose con gli stessi toni? Farebbe le stesse cose? Le sarà concesso di essere se stesso anche qui?
“Non so quale sia lo stile Juve. Ieri mi sono trovato a cena con quelli che sembravano amici. Quando parlai delle maglie a strisce, mi riferivo al Milan ed era una litigata con Orsato.
Sul dito medio: Fu un mio errore, un eccesso di reazione nei confronti di alcune persone, non di tutti i tifosi della Juventus”.

Qual è lo step che Bernardeschi deve fare per consacrarsi? In cosa ti ha rafforzato il ritorno in Italia?
“Che Bernardeschi è un giocatore che mi piace è ormai risaputo. Ha delle qualità che mi piacciono davvero molto. È il momento della sua carriera in cui deve giocare con grande continuità in un suolo ruolo.
Sul ritorno in Italia e la pressione mediatica inglese: La pressione inglese mi ha rafforzato, questo sicuramente mi ha dato molta forza”.

Si è fatto un’idea su dove deve migliorare la Juventus? In quale reparto per sposare la sua idea di calcio?
Devo capire quanto attuare la mia filosofia e quanto lasciare alle caratteristiche dei giocatori. Io organizzo la squadra in 70 metri ma negli ultimi 30 si gioca su principi, lasciando libertà. Ogni squadra è un figlio diverso. Vediamo cosa viene fuori, vincere di più sarà impossibile, ma proviamo a continuare a vincere e divertire tutti. Se chiedete il mio parere vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni, ma bisogna vedere se si può mettere in condizione.
Domanda per Paratici – Pogba e Rabiot sono possibilità concrete per la Juve?
Sono due grandi giocatori. Pogba è un giocatore del Manchester United, gli vogliamo bene, l’abbiamo fatto crescere. Però è un giocatore dello United. Su Rabiot ci sono tante squadre, noi facciamo la nostra corsa, come su tutti i giocatori che abbiamo in testa, ci siamo confrontati con Maurizio poi arriveremo a prendere le decisioni più giuste.
Termina la conferenza stampa di Maurizio Sarri.