RUBRICA #LBDV – Le Bombe di Vlad dalla A alla Z

Una settimana ricca di emozioni ci è scivolata tra le mani. È stata una settimana intensa. La Juventus, nonostante il clima infuocato di Amsterdam, con “triccheballacche e approcci partenopei”, riesce a strappare un pareggio prezioso. Il Napoli, che il triccheballacche lo ha lasciato a casa, resta negli spogliatoti per 45 minuti e mette a rischio la qualificazione. È stata anche una settimana triste, sopratutto per Son. Il giocatore coreano del Totthenam, nonostante la rete deve fare i conti con la dittatura appena iniziata nel suo paese. Ma andiamo con ordine ed iniziamo la settimana nel modo giusto, rigorosamente dalla A alla Z:

A come Ancelotti: “Abbiamo sbagliato troppo. Non mi aspettavo questo approccio”. Queste le dichiarazioni dell’allenatore del Napoli al termine del match di Europa League contro l’Arsenal. Inaspettato.

B come Barzagli: dopo quindici trofei con la Juventus e la vittoria del Mondiale del 2006 il difensore bianconero annuncia il suo ritiro: “Ho deciso, smetto a giugno. Sono aperto a tutto per il futuro, vedremo”. Leggenda.

C come Chievo: un senegalese ed un polacco condannano i clivensi alla retrocessione in Serie B. Segno del destino.

D come Diego Costa: squalifica esemplare per il bandito dell’Atletico Madrid. Otto giornate out per aver insultato e trattenuto per un braccio l’arbitro. Follia.

E come Europa: tre giorni d’Europa, tre giorni di spettacolo, goal ed emozioni. Tre giorni di conferme: Juventus cinica e concreta, Napoli impaurito, nei match che contano. Conferme europee.

F come Fallimento:Se il Napoli esce con l’Arsenal è fallimento”. Sono gli stessi che ad inizio anno nelle famose griglie piazzavano gli azzurri al quinto posto. Coerenza.

G come Gemellaggio: si rompe quello storico, durato 37 anni, tra Napoli e Genoa. Epilogo che era nell’area e che è stato ufficializzato dai comunicati degli ultras. Peccato.

H come Hillsborough: una strage che si poteva evitare. Un giorno di festa che si trasforma in una tragedia. Sono passati trenta anni. Il nostro ricordo.

I come Impresa: quella che serve al Napoli per accedere alle semifinali di Europa League. Dopo la debacle in terra londinese serve un Napoli Epico.

L come Lezione: nel match di Europa League contro il Napoli un tifoso dell’Arsenal ha rivolto insulti razzisti a Koulibaly. La dirigenza dei gunners invita i propri sostenitori ad individuare l’autore degli insulti. E pensare che da noi i razzisti vengono difesi anche dai presidenti. Impariamo.

M come Milan: succede di tutto a San Siro nel big match di sabato sera tra Milan e Lazio. Polemiche arbitrali, rissa a fine partita e maglia di Acerbi esposta come vessillo in segno di vittoria. Cattivi esempi.

N come Nainggolan: migliore in campo per l’Inter nel posticipo contro il Frosinone. Ninja.

O come Onesti: dialogo a dir poco imbarazzante e squallido quello consumatosi nel “salotto” di Sky dopo il match di Champions tra Ajax e Juve. Il dialogo tra Allegri, la D’Amico e Capello fa capire l’etica ed il valore dello sport di queste persone. “Douglas Costa doveva lasciare la gamba lì”, “Troppo onesti, li state tirando su troppo onesti”. Per la serie, il fine giustifica i mezzi. Poveri noi.

P come Premier League: continua il botta e risposta a distanza tra Manchester City e Liverpool. Il City vince a Cardiff, i reds superano il Chelsea. Spettacolare l’esultanza di Klopp a fine partita sotto la curva dei reds. Trascinatore.

Q come Quagliarella: il bomber italiano trascina la Samp alla vittoria nel derby. 22 goal e vetta solitaria nella classifica capocannonieri. Immortale.

R come Rimandata: la Juventus cade a Ferrara contro la Spal e rimanda la festa scudetto allo Stadium di Torino. Festa in casa.

S come Sempre: è diventata ormai un abitudine, le gaffe della D’amico sono sempre più frequenti. Ignoranza (la dittatura in Corea del Sud) e luoghi comuni (lacrime napoletane e triccheballacche) sono le qualità principali di questa “brava giornalista”. Lei è sempre lì, sempre volto di punta di Sky Calcio, molti si chiedono il perchè. “Il leccaculo è l’unico a darsi dell’inetto tutti i giorni senza accorgersene”. Cit.

T come Tabù: sfatato quello dell’Olimpico per Edin Dzeko che dopo un anno ritrova il goal in casa contro l’Udinese. Redivivo.

U come Ultras: se non lo vivi non lo capisci. Si può essere contro oppure a favore, hanno dei loro codici, delle loro regole. Da loro partono i gemellaggi e con loro finiscono. Possono essere anche “odiati” ma restano l’anima di questo sport. Coloro i quali non abbandonano mai la propria squadra, nel bene e nel male. Mentalità.

V come Vile e clamorose le offese a Ciro Immobile e alla sua famiglia da parte di un aspirante giornalista tifoso del Milan. “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidita umana”.

Z come Zielinsky: assente, come tutti, nel match contro l’Arsenal. Pesa il goal mancato che poteva cambiare la storia del match. Rimpianto?

Settimana di verdetti alle porte, la Juventus ospiterà l’Ajax, il Napoli l’Arsenal. Per i bianconeri servirà non sottovalutare l’avversario. Per gli uomini di Ancelotti servirà un’impresa epica per superare l’ostacolo quarti. Manca poco e scopriremo il destino delle italiane in Europa. Noi come sempre ve la racconteremo, rigorosamente dalla A alla Z.