RUBRICA – Le Bombe di Vlad dalla A alla Z

Settimana di polemiche tra ultrà e “tifosi normali”. Settimana di verdetti, di conferme e di sorprese. Settimana raccontata a modo nostro, con folklore e perché no, anche con amore. Tutto rigorosamente dalla A alla Z:

A come Allan: ormai è diventata un abitudine, l’insulto social è sempre più frequente. Stavolta ad esser “colpito” è il figlio di Allan. Ho terminato le parole per codesta gentaglia. Indifferenza.

B come Buffon: ancora un eliminazione, ancora nel recupero, ancora dal dischetto. Fruttini.

C come Casillas: la partita termina ed il portiere spagnolo rimanda la sua “festa” per correre dall’altra parte del campo a consolare Florenzi in lacrime. C’è ancora speranza per questo sport. Campione.

D come Delusione: Se come disse Ancelotti: “Non ci saranno rimandati ma solo  promossi o bocciati”, il match contro il Sassuolo dà moltissime indicazioni. Deludono le “riserve”. Bocciati?

E come Esonero: costa cara la sconfitta in Champions contro il Porto. Roma fuori agli ottavi, Di Francesco fuori da Roma. Out.

F come Foggia: sconfitta nel derby e reazione assurda dei soliti idioti. Triplice attentato contro i proprietari del club ed i calciatori Iemmello e Busellato. Orrore.

G come Guardiola: la stampa inglese è sicura: Pep sarà il prossimo allenatore della Juventus. Chiudiamo bottega.

H come Hannover: la squadra tedesca fermata dalla neve. Curioso il goal mancato dai tedeschi. Vedere per credere.

I come Impresa: Ajax devastante, annichilisce il Real Madrid al Bernabeu e approda ai quarti di finale. Lezione per chi affermava: “Provare a giocar bene non serve a niente”. Smentita.

L come Lele: “Il campionato olandese è allenante? E quello portoghese?” Le riflessioni di Adani. Chapeau.

M come Moise: il giovane talento bianconero mostra tutte le sue qualità nell’anticipo del Venerdi sera contro l’udinese. Due goal ed un rigore procurato. Arma in più.

N come Newcastle: dopo un inizio difficile Rafa Benitez, nonostante una rosa non eccelsa, sta compiendo un capolavoro, portando  i toffies alla salvezza. Rinascita.

O come Onguené: guardi giocare il difensore del Salisburgo e pensi: se gioca lui posso farlo anch’io. Speranza.

P come PSG: di nuovo fuori agli ottavi, come nelle ultime tre edizioni. Mai superato i quarti con lo sceicco presidente. Ricca Maledizione.

Q come Quarantasei: le persone ospitate da Koulibaly in occasione del match Napoli-Juve. The Big Family.

R come Real: la fine di un era per la Madrid dei Blancos. L’inizio di una rifondazione. Il ciclo europeo targato Real Madrid termina, molti sperano di veder cessare un’altro ciclo, quello made in Italy. Appuntamento all’anno che verrà.

S come Szczesny: “Contro l’Atletico passeremo il turno. La decide Cristiano Ronaldo”. Grattatina nelle parti basse per i tifosi bianconeri. Scaramanzia.

T come Tweet: fa discutere quello del giornalista Marcello Chirico, che prende in “giro” i napoletani postando la foto di un bambino. Non certo il modo migliore per festeggiare una vittoria. Certamente il modo peggiore per svolgere la propria professione. “Giornalista”.

U come Ultrà: quelli del Napoli insultano ADL, dagli altri settori fischi agli ultrà. Stesso scenario a Torino, sponda Juve. Il tifoso “normale” si ribella agli ultrà. Cambiamento.

V come Vigliacco: Aston Villa-Birmingham, durante il match un tifoso del Birmingham colpisce alle spalle il giocatore dell’Aston Villa Grealish.

Z come Zielinski: inizio sprint, periodo di appannamento e poi si riparte. L’altalena Piotr, forse, sembra aver trovato la strada giusta. Costante.

Martedì e Giovedì, l’attesa è vicina. Il countdown è iniziato, Juve, Inter e Napoli si giocano il passaggio del turno. Intanto Milano prepara il derby. Un’altra settimana è iniziata, una settimana tutta da vivere, tutta da raccontare. Work in progress…